martedì 15 novembre 2016

L'ANATEMA DI FRANCESCO.



ANCHE LA CITTÀ CELESTE HA LE MURA !!!






VESCOVO DI ROMA DICE : "chi vuole costruire muri non è cristiano"

Caro Vescovo Francesco I° che le piace tanto farsi chiamare così, io la chiamo così, forse lei sa più di me perché le piace farsi chiamare così...

Volevo dirle, che non si può dire agli altri che costruiscono muri, quando in casa propria ne abbiamo molti, e che le mura Vaticane sono state edificate per tener fuori i briganti, i ladri, gli assassini, i truffatori ed indemoniati si spera. Bisogna essere coerenti, perchè se Trump vuole far un muro per proteggere gli Usa da un invasione, allora bisognerebbe chiederle perchè Lei non abbatte le mura Vaticane? Vedo, che lei ha prodotto una normativa per la Santa Sede dove dice che in vaticano non deve entrare chi non è invitato. Per cui se Lei non abbatte le sue mura perchè gli altri non possono edificarne di loro? 

Un altra cosa, Ma se la Città Celeste ha le mura, ci sarà una buona motivazione perchè Dio ha creato una città che a dir la verità sembra una fortezza, evidentemente non voleva far entrare al suo interno soggetti inopportuni, che devono stare fuori. O No! Quindi le mura servono per difendersi, per tener a bada chi non si vuole dentro, mi sembra logico, no!

Piuttosto invece di lanciare anatemi assurdi, di cui Cristo dice bene ai sacerdoti del tempio a quel tempo, ma in realtà di ogni tempo, di non chiudere le porte dei cieli alle vedove e a chiunque altro per una propria volontà e quindi non per volontà di Dio. Credo che sia giusto lascia fare a Trump, invece di inveire come cani, contro chi non è politicamente schierato a sinistra o dalla Vostra parte.
Credo che sia giusto, ed opportuno attendere prima di lanciare strali, inutili e inopportuni. 

Credo invece che lei dovrebbe considerare come disse Cristo a Pietro con più attenzione ed occuparsi dell'ovile di Cristo non di quello degli altri, come si vede che le piace fare.

Credo che non siano le mura a dividere quanto i pensieri degli uomini, le volontà dei potenti contro quelle dei piccoli, che tutto sommato quando sono assieme forse trovano più punti in comune di chi li domina.